(questo post non ha titolo)

Sono tutte parole che slittano su un terreno nostalgico quelle che mi verrebbe da scrivere.
Ma è estate e in estate le parole moleste dovrebbero essere bandite.
Così mi siedo sulla panchina e le guardo pattinare tenendosi a braccetto per non cadere. Intanto strizzo l’occhio al tizio seduto due panchine più in là. Già. Perchè l’estate è informale, smancerosa, giocosa e si crogiola nel buon proposito di non apparire preliminare ma precaria.
C’ha ragione lei. Respirare, bere, mangiare, direfarebaciare, esistere.
In girum imus nocte et consumimur igni.

16 commenti

  1. yrr

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento