(questo post non ha titolo)

No che non mi nascondo.
La fronte è alta, gli occhi non scartano mai da chi ho di fronte. Cammino sul tappeto di insicurezze che ho mantenuto nel tempo, anche questa è una garbata sconfitta, alla fine.
La volontà non s’arrende ancora, cammino di quei cammini dubbiosamente ciondolanti da ubriaco, ma avanzo e m’avanzo. Gli occhi non scartano mai chi ho di fronte, sì, ma non sanno più riconoscere, non distinguono più gli indizi, non m’aiutano.
Il corpo decide e parla per me: insonnia, extrasistole, gastrite, pànico. Gestisco tutto -gli occhi non scartano mai da chi ho di fronte, me compresa- e poi ne scrivo, con le dita intinte nell’inchiostro viziato dal colore dell’amarezza. Finchè ne ho voglia, finchè ce n’è.
In questo quotidiano a somma zero mi sembra di cogliere, di tanto in tanto, qualcosa di audace e caldo, di sbilanciato, di -più- vero.
Ma la smentita arriverà puntuale come la sirena del cantiere di fronte a casa, a pareggiare i conti.

27 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento