(questo post non ha titolo)

Sì, ok, è lunedì. Ma potrebbe essere tranquillamente domenica o sabato. Anzi, sabato o domenica avrebbero potuto tranquillamente essere lunedì per come li ho trascorsi.
Ho di fronte un nemico polimorfo e implacabile come un drago a sette teste ed io proprio non sono adeguata al ruolo di San Giorgio.
Così ho gestito questo fine settimana con cautela, dedicandomi a piccoli rituali distensivi. Un parziale cambio dell’armadio, la scelta delle mezzelune e dei soli di legno profumati di mughetto da mettere nei cassetti, la prima tisana calda della stagione.
Ho cucinato pollo, patate e funghi, perdendomi nell’odore dei funghi porcini essiccati messi in ammollo nell’acqua calda per farli rinvenire -l’odore delle domeniche dei primi anni ottanta a casa dell’unica nonna che abbia mai chiamato nonna- Ho letto, parlato al telefono quel tanto che è bastato a sciogliere la tensione nelle spalle, guardato il cielo sgonfiarsi a ovest, ormai troppo presto.
Sto imparando a non pretendere da me più di ciò che posso dare o, meglio, a riconoscere -e sopportare- i momenti in cui posso solo dare meno di quanto vorrei.
L’ho scritto perfino su tre post-it che ho appiccicato allo specchio del bagno, al frigorifero, sul monitor del pc, in alto a destra.
Visto mai che me lo dimentichi.

29 commenti

  1. yrr

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