(questo post non ha titolo)

Non è l’estate, appiccicosa, sudata, isterica come la frenesia adolescenziale.
Non è l’estate, no, con le sue boccate di iodio e l’olio di avocado che unge la pelle.
E’ l’autunno, che dal fondo tranquillo del suo silenzio mi dischiude, come una castagna.
L’autunno che alita le sue parole tra i rami sfrondati e ritorti dei gelsi.
Che sembra crescere e dilatarsi nel dilagante e pungente calore della legna che arde.
Se accadesse adesso saprei trattenerlo perchè è adesso che mi sento inesorabile e fragile come un ritorno. Ingombra del mio niente saprei fargli posto e compensarlo.
Se accadesse adesso saprei sfamarlo, ma non so dirlo.
Tendo la mano, piano.

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