(questo post non ha titolo)

Era ora. Mi sento meglio. Il rosso mi sbava di striscio e abbaia forte.
Mi piacerebbe diventare più chiassosa. E’ un proposito che sto coltivando da sabato, quando ho acquistato una borsa oversize di pelle rossa.
Una borsa adatta a chi, come me, si porta appresso la casa, come le chiocciole. Portafogli, documenti, agenda, trousse, spazzola, salviette umidificate, chiavi, cellulari, I-Pod, un-libro-qualunque-libro-purchè-ce-ne-sia-uno, fermaglio per capelli, una cartolina datata luglio millenovecentonovantadue, farmaci per ogni evenienza, penne, mollette, deodorante, biglietti di treno obliterati, lima per unghie, una conchiglia, caramelle, scontrini.
Dal freddo e dalla pioggia e dai sorrisi stinti io mi difenderò con la mia borsa rossa.
Finchè non intravedo la finestra di questa vita, da spalancare. Finchè la tenerezza fotte la passione. Finchè mi trovo a metà strada e sono indecisa se proseguire o tornare indietro.
Io mi difendo con la mia borsa rossa. Nella mia borsa rossa.

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