(questo post non ha titolo)

Alla lunga troverò tutti i miei pensieri ammassati e pulsanti sulle tempie, prementi contro il palato, colanti dal naso come un fastidioso raffreddore.
Il pensiero di oggi non so se posso concedermelo, figuriamoci parlarne. Perchè un conto è sostenere di essere vulnerabile, un altro è dimostrarlo, fornire le prove a te e agli altri.
Eppure questo pensare è così tenero, caldo come un rosso barricato che entra in circolo, avviluppante.
Ed io non so chi ha più potere tra noi, se io che lo sto pensando o lui che si fa pensare, così.
E’ un pensiero con cui ho avuto sempre poca familiarità e quella che avevo l’ho persa per strada battendo percorsi obbligati sempre più stretti e privi di margini di rischio.
Però, però.
Che piacevolezza potrebbe essere cedere e consumare la resa senza opporre un solo ma.

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