(questo post non ha titolo)

Domeniche come quella di ieri dovrebbero replicarsi più e più volte, fino ad averne la nausea. Perchè la domenica di ieri è stata l’archetipo della giornata autunnale. Cielo terso, freddo, colline rosseggianti, filari di vite giallo oro, pioggia di foglie dagli ippocastani.
La castagnata di Tagliolo Monferrato è un appuntamento fisso da anni, ché io sono tipo da piccole ma puntuali abitudini, si sa. Ho rivisto con piacere la mia artigiana di pietre naturali e acquistato una collana di onice, quarzo rutilato e agata verde. Entusiasmante.
Poi mi sono seduta sul muro plurisecolare che profila il mastio del castello, tra le mani un sacchetto di caldarroste bollenti, appoggiato accanto un bicchiere di plastica pieno di vin brulè fumante. Ho sorriso, ho pensato alle coincidenze, percepito un presagio che m’ha percorso come un’onda nervosa lungo tutto il corpo.
La sensazione di essere ancora un mondo spopolato non m’abbandona ma ho goduto delle fusa d’un gatto da cassonetto e dell’aria profumata di mosto proveniente dalle cantine del castello.
Dopotutto mi basta vivere ad un ritmo ridotto ma costante, seppure in salita. Non dimenticando mai l’eventuale discesa.

Cris ©

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  1. Anonimo

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