(questo post non ha titolo)

La gente sciama per le strade, sale e scende dai mezzi pubblici, dalle auto, entra ed esce, sbatte porte, incassa il collo tra le spalle e va, infreddolita.
Oggi è una giornata ruvida ed io ho l’umore nero come un cappello da prete. Ho dormito poco e male, avvoltolandomi scompostamente nel piumone, senza tregua.
Ho sognato a singhiozzo lo stesso sogno, pessimo, riprendendolo ogni volta dal punto esatto in cui s’era interrotto.
Indosso la mia nuova collana di onice, quarzo rutilato ed agata verde, ci gioco, accarezzo le pietre, penso a domenica. Niente da fare, è una giornata no.
Quando sto così i pensieri rotolano sghembi, imbronciati, ed io non so opporre attrito.
Guardo le persone da dietro la grata d’un silenzio angoloso e scelgo una fantasia che ne addolcisca gli spigoli.
Un uomo dall’aspetto di DeMagistris, la voce di Oreste Rizzini e il talento di Allevi che venga a schiodarmi da questa sedia e mi porti in campagna a fare l’amore nel grembo scuro della terra. Per dire.

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