(questo post non ha titolo)

C’è che passare un pomeriggio al mare con ventidue gradi a novembre è una delizia.
Che ti sembra di poter sentire da un momento all’altro una bava di vento che profuma di mimosa o di crema abbronzante.
C’è che ti basta camminare senza sapere se stai apparendo o scomparendo nell’orizzonte di chi ti guarda, senza che capisca la tua storia e tutto il resto che ti porti dietro come un’appendice fastidiosa. Cammini.
E quando ti stanchi ti fermi e t’appoggi alla balaustra della passeggiata rimanendo a guardare il crepuscolo che subentra al giorno. Soffuso e poi, via via, profondo, scuro.
Le rose sono ancora floride, nel vaso. Non sfioriscono.
C’è ancora tempo prima di tornare a casa.

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