(questo post non ha titolo)

Avrei parole cattive da dire se avessi voglia di pronunciarle. Se credessi che ne valesse la pena.
Questa pausa a labbre serrate non ha altro scopo se non quello di lasciar passare il tempo.
Una falsa indolenza che maschera rabbia. Una rabbia in cui ho trasmutato la voglia di tornare indietro e scegliere una strada diversa.
Oggi è la festa patronale della città. Mi sono riproposta di uscire con Effe ed il Conte, di farmi bombardare da pettegolezzi, spallate tra la gente, odore di caramello e castagne.
Le rose sono appassite. Hanno resistito dieci giorni.

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