(questo post non ha titolo)

Poi passano i giorni e ti accorgi che l’ira può trasformarsi in riso -complici le gerbere, undici e pimpanti, in ammollo nel vaso di vetro trasparente-
Ti basta ampliare lo sguardo sulle cose e gli accadimenti ed essere indulgente con i limiti invalicabili che certe persone patiscono, te compresa.
Tu per prima speri sempre che si tengano in minima considerazione le tue implicite prepotenze, le tue ovvie pretese, la ferocia con cui opponi resistenze che hanno il solo bisogno d’essere teneramente vinte.
Tu per prima non sai spiegarlo se non attraverso un linguaggio non verbale apparentemente contraddittorio. Nessuno è tenuto a decifrarti, nessuno ad accettarti. E nessuno lo fa da tempo.
L’incertezza è una consolazione?
Nella nebbia dei comportamenti curvilinei ma leciti c’è chi gode a camminare a tastoni.

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