Archivio per 2007 | Pagina di archivio annuale

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[ le troisième ] "…mentre franano lucciole e risalgono il nero di voragini, di buche oscuramente note ai sensi; mentre danza svegliata dal letargo la farfalla del sangue su per i pensieri malfermi brulicando" Tra le cliniche | M. Luzi.

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Non è che non ci sono più. E’ che il tempo fuori di qui si incurva e s’appiattisce con capricciosa incostanza, ed è bello adeguarsi al suo progredire sinusoidale. Il tatuaggio c’è, pulsa sul mio fianco e mi fa l’occhiolino ad ogni specchio. E’ il terzo, con tutta probabilità l’ultimo, ed è una speranza di […]

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Non adesso, non tu. Non con queste parole. Perchè queste parole mi mancano da tanto, perchè hanno lasciato in me uno spazio chiaro. E adesso che t’ascolto, senza transizione, senza nessun ostacolo, non sono più tue, come una lettera già imbucata. Non ci si rimangia quello che s’è detto, lo sai tu, lo so io. Ciò […]

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. Macilenti pediculi acrius mordent .

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Era da troppo che le mie giornate non mi ricompensavano con la stanchezza fisica. Ultimamente riesco a gestire il tempo in modo da ritrovarmi esausta verso sera. A occhi chiusi sospiro, riconoscente. A cercare con maggiore convinzione, nella stanchezza c’è uno spazio inestimabile da trovare: quello del sonno. Non più quell’allarmata assenza di fatica. Non […]

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Modalità lagna-on. Di quelle lagne che vi consiglio vivamente di tralasciare e passare oltre, voltare pagina, andarvi a leggere Trentamarlboro o Pulsatilla, per dire. Sono avvelenata e triste e ipotesa. Ho acquistato un tv lcd 20” e mi sono garantita con una cifra quasi sfacciata la peggiore delle fregature cogitabili. Di quelle fregature non abbastanza evidenti […]

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Sono alla costante ricerca di una traccia olfattiva. Percepibile solo da me, come un’emissione di ultrasuoni propagati nell’acqua. Decrittabile solo per me, come i sibili che si insinuano tra le imposte, stanotte, e che nessun vocabolario potrebbe tradurre. Quella traccia che mi spacchi in due come una spada di Shannara. In questo vento che fiuto […]

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Umore piovoso con tendenza al temporalesco. Era prevedibile, l’avevo messo in conto. Sembro la tela umida di un pittore surrealista stesa ad asciugare sotto il sole di maggio. Gocciolo colore e senso e un profumo che esige contatto, ché l’apertura alare di un abbraccio sintetizza sempre Tutto. Del resto il mio corpo non è mai […]

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Già. Che fine ho fatto. Quella di chi si rifugia in montagna e spende il suo tempo nel migliore dei modi possibili. Lasciandolo scorrere. Quella di chi percorre in due ore la pista di fondo ormai erbosa e si ferma a raccogliere i fiordalisi ai lati del sentiero. Che scorge una capinera e prova a […]

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Io non sono questa ne’ quella che vedete, riflessa. L’ansia mi deforma in qualcosa di intermedio: un pilastro fragile del ponte che va da me all’Altra. Mi verrebbe quasi da chiedere scusa. Le parole Sono come un cristallo, le parole. Alcune, un pugnale, un incendio. Altre, rugiada appena. Segrete vengono, piene di memoria. Insicure navigano: […]

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Trascorro giorni a quasi contatto con le cose, gli eventi, la gente. Gente brulicante, cicaleggiante, attorno. E m’aspetto di emulsionarmi ancor più che d’amalgamarmi. Poi, al primo accenno di contatto sostanziale, mi chiudo di scatto, dura come un ventaglio, e scelgo di passeggiare, di mondare questo senso di inettitudine da sola, facendomi largo tra l’erba medica ormai alta e […]

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Lo srotolarsi sciolto dei giorni a volte si inceppa bruscamente. Bastano troppo caldo, troppa umidità, lo sfiorire dei rami degli alberi e la prematura comparsa dei germogli. Non trovare più Kirye all’ospedale infantile e sentirsi dire che no, non è stata momentaneamente dimessa. Ed il fiato corto, le mani marce di sudore, aver bisogno di una sedia, […]

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[ Alcune delle foto scattate a Torrechiara. E sembra ancora di stare lì…]  

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[cose che accadono davanti ad un gnocco fritto ed un bicchiere di lambrusco] Riepilogarti non è mica così difficile, sai? Evviva. Ti ascolto. E’ presto detto. Ogni ansia è ricerca di piacere. Ogni rimpianto, pietà, tentennamento è il suo timore. Ogni disperazione e ogni ricerca di altri cammini sono l’insoddisfazione. Chi si rifiuta il piacere, […]

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Mentre questo sabato c’era chi impazziva d’acredine davanti ad un computer, io godevo. Seduta nel loggiato del castello di Torrechiara, lo sguardo appoggiato sui vigneti circostanti, tentavo di indovinare il nome del vento che mi sospingeva da tergo, tiepido. Dall’alto di una struttura guerresca ho ristabilito un personalissimo ordine delle cose accadute negli ultimi mesi. […]

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Finchè questa fragile cosa è viva. Finchè non temo abissi nell’altrove, lontano dal mio pozzo. Finchè mi sento acqua e fuoco in rapporto leale e il giardino non fiorisce schegge. Resto qui, senza castrarmi gli occhi. :: Certo che fa male Certo che fa male, quando i boccioli si rompono. Perché dovrebbe altrimenti esitare la […]

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Mi sento un archivio aperto sprovvisto di criteri di catalogazione. Frugo, cerco risposte, voglio capire. Ripercorro i dettagli della memoria con perizia ma raggiungo troppi dove e, soprattutto, nessun perchè. Le dita a sfinirsi sulla tastiera in argomentazioni balbuzienti non parafrasabili. E’ il mio giro in giostra abituale, un riflesso incondizionato. Pensare. Pensare. Ogni volta una considerazione in […]

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La cosa peggiore è vederli finire, i week end come questo. Sentirli sfumare già nel tardo pomeriggio, quando trattieni nei polmoni l’aria di collina e registri mentalmente le risate della piccola Vittoria. Fotografare i ciliegi selvatici in fiore e decidere che un bocciolo lo devi portare a casa con te. In cambio tu lascerai uno sguardo […]

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[Happy Easter, fake lamb] Mi guardi, mi riguardi. Ti piaccio, eccome se ti piaccio. Se non fosse per quella punta di maligna invidia potresti quasi spacciarti per una Maddalena redenta. Di quelle come te avverto l’olezzo trasportato dalla brezza primaverile. Sai, come quando, durante una scampagnata, una zaffata di letame inonda l’abitacolo e tu ti […]

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Sognare l’Urlo di Colombotto Rosso, appollaiata sulla guglia di una chiesa neogotica. Guardare quella bambina dalle orbite vuote e la bocca spalancata come quella d’un uccellino affamato che t’aspetta, sul sagrato –il presentimento del dolore ti pietrifica come un enorme e goffo Gargouille– Svegliarsi. E restare con un grumo solido in pieno petto. Un punto […]