(questo post non ha titolo)

[ Tra serio e faceto. Grazie a Bulucettina che un blog non ce l’ha ed è un peccato assoluto ]

Da ora a quando sarà, questo è il mantra da recitare a modino.

Non costruirò nella mia mente con la perfezione di un ragno ogni particolare della serata prima di averla vissuta. Non farò proiezioni che mi deluderebbero se non combaciassero perfettamente con le mie aspettative. Non starò attenta a ogni mio comportamento e non giudicherò ogni suo gesto. Non mi interessano i domani a venire e mi concentro solo… Anzi no, non mi concentro affatto. Non snocciolerò la bibbia di come non sono -e neppure di come sono con una rigidità e una precisione millimetrica da impressionare un chirurgo- e mi mostrerò lieve. Prima di tutto a me stessa. Sono indulgente col mondo intero, cinguetto soave come un cardellino e sono molle e tiepidina come una patata lessata. Non mi lamenterò -neppure nella mente!- se si sarà dimenticato di comprare lo scalogno e mi lascerò guidare solo dall’ironia e dalla fantasia. Giocherò a trovare sempre il lato "che sì" e ignorerò i richiami del mio emisfero diretto da quel pacco di Ingmar Bergman, pace all’anima sua. Ci devo passare la serata e di domani non so e manco lo voglio sapere. Non cucinerò sushi. Non infilerò di nascosto in borsa la matita bicolore per le correzioni. Non andrò in ciabatte.

E così sia. 

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