(questo post non ha titolo)

C’è un positivo riverbero quando mi vengono fatte delle scuse. Tra una virgola e l’altra intravedo i presupposti per la comunicazione. Per quanto mi riguarda non è poco.
Intanto venerdì parto per Venezia. Io Venezia non l’ho mai vista. Sogno Ushuaia e a Venezia non sono mai stata. Così ci vado, temeraria, per il Carnevale.
Mi piacerebbe travestirmi indossando una di quelle maschere inquietanti e barocche che invadono Piazza San Marco ma credo che sarò più preoccupata di schivare gli stormi dei piccioni.
Ci sarà tanta gente, l’odiosa calca, ma non me ne preoccupo: la gente sparisce quando è troppa ed io camminerò trasversalmente tutto il tempo. Credo che comprerò anche dei coriandoli.
E poi se troverò chi mi suona la viola all’angolo di una calle lascerò che le note mi disarmino, appoggiando le spalle al muro.
Venerdì notte parto per Venezia. Con lo sguardo ad oriente a cercare il sole che sboccia.

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  1. Anonimo

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