(questo post non ha titolo)

E’ tutto un complesso di cose.
Cose da fare, cose da sperare, cose da valutare, cose da evitare -la maggior parte-.
Tu che passi di qui, per abitudine o per caso, passa oltre ché questo non è un post da mercoledì mattina. E’ un post lamentoso, di quelli che fanno venire l’orticaria e il maldipancia. Vattene, fìdati.
E’ tutto un complesso di cose, dicevo.
Sono la mente ed il corpo che hanno un curioso e ridicolo rapporto di amanti in crisi. Non sanno se lasciarsi, senza sapere che non si possono lasciare.
E’ questo blog che io non so più se. Perchè brontola e frigna sistematicamente ma per senso del pudore evita di entrare nel dettaglio. E nel dettaglio avrebbe bisogno di entrare.
E’ questa casa dall’aria semiabbandonata, desertica; i cactus sopravvissuti lo testimoniano.
Sono le parole che dico ed i punti-e-a-capo che raccolgono tutto.
E’ che ascolto sempre Chet Baker e Nick Cave e non leggo un libro al quale attribuire quattro stelle da troppo tempo. Li leggo, li firmo e li dimentico.
E’ che c’ho troppe passioni ma nessuna vocazione.
E’ il prossimo fine settimana devoluto in beneficienza al Carnevale di Viareggio, tanto per.
Andare, tornare. Partire, tornare. Scappare, tornare.
Tanti modi di dire vado e uno solo per dire torno.

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