(questo post non ha titolo)

Ho camminato tanto.
Ho comprato una toma d’alpeggio di media stagionatura e mi sono scottata le guance.
Visto la discesa libera femminile e bevuto té corretto rum scuro.
Ho dimenticato con impegno il nove febbraio, sorridendone, il dieci. Ho sfamato un gatto ossuto bianco e rosso che ho chiamato Bambù e fotografato una capinera zompettante sulla neve.
Mi ritrovo un cuore obliquo, tra poco si capovolgerà, e non saprò come ribilanciarlo.
Ma la montagna m’alleggerisce, ogni volta, sgravandomi dal peso dell’insicurezza e mi rimette al passo con il resto del mondo. Consonante.
Oggi è di nuovo lunedì, fa freddo, ho spremuto quattro arance per darmi la carica e scelto un sottofondo anni ottanta per mantenere in quota l’umore.
Il desiderio -pretenzioso?- di questo febbraio è trovare nuovi segnali e una nuova volontà corroborante.
Sono disposta a concedergli anche marzo, per soddisfarmi.

25 commenti

  1. utente anonimo
  2. utente anonimo
  3. yrr

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