Aggrappata a niente

La primavera non mi sta simpatica, da sempre.
Per me, niente ormoni sfarfallanti, predisposizione al flirt e sensi vibranti.
Io la primavera la sopporto appena, perchè sollecita i miei nervi e mi toglie il sonno, pur spossandomi.
Sarà per questo che mi trovo più vicina alle persone nella stagione quieta dell’autunno o in quella spinosa e inospitale dell’inverno.
Mi piace avvicinarmi e lasciarmi avvicinare quando i fattori contingenti non complottano a favore, quando c’è solo un motivo per dire sì ed è imperioso.
Questa primavera è come bere un bicchiere di aghi dolci e sentirseli pungere ovunque.
Hawk ha scelto il no. Ed è partita per Tenerife col marito.
Twiggy -l’amica avvocato di Effe- ha scelto il nome per la sua bambina.
Chi mi incontra si compiace di quest’aria matura e sazia, resa credibile dal mio fare riposato e un po’ stanco. E’ così che accantono la fatica: cercandomi -e trovandomi- diversa dentro gli occhi altrui.
La realtà è che nulla di essenziale è stato raggiunto con l’amore di cui sono stata capace, negli anni.
Può sembrare bello, il ridicolo.

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