C’è da dire

Che il bianco è lieve e ne avevo bisogno. Perchè l’apprensione ti mangia gli occhi e non ti concede un istante di placido vivere.
La tranquillità mi manca come mi mancano gli oggetti del passato, alcune foto, l’albicocco nel giardino dei nonni, l’abito a fiori sul fondo dell’ultimo cassetto del tromò.

Che certe riflessioni sono viniliche. Ti appiccicano addosso la convinzione che non esista un altro modo di vivere la vita. Quello che prevede un passo e poi un passo e poi un altro passo.
Io vivo a singhiozzo, da troppo.

Che Hawk forse/speriamo/chissà è alla seconda gravidanza. Ma lei non sa. E io ho provato a dirglielo, con gli occhi teneri e impazienti, che lei non sa cosa rubi essere figli unici. Ruba i litigi per i giocattoli e la competizione per ancorare a sé le attenzioni di mamma e papà. Ruba la capacità di confronto e di sostegno. E lascia tanta responsabilità che non concede d’essere elusa.
Io spero che BabyHawk non rimanga sola, ecco.

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