Ci sono, da qualche parte

Il fatto è che camminando in quest’aria di marzo, con le nuvole che s’addensano e si disperdono sopra la testa, veloci, mi chiedo a cosa serva.
A cosa serva ubriacarmi di incertezze, trattenere rospi in gola, tentare di proiettarmi nel futuro sapendo che non riesco a pianificare nemmeno dopodomani -ma avendone estremo bisogno-.
Un’àncora però mi serve, e pure un ancora, a dire il vero. Così m’aggrappo ai contorni delle cose che sono state. Vissute, transitate, archiviate ma mai dimenticate.
E’ la prova che quella persona lì da qualche parte c’è, s’è annidata diosolosadove ma c’è.
Allora, mentre cammino lungo il perimetro dei giardini, pettinati, lucidi e pronti per la primavera, mi dico che va bene così.
La bicicletta modernamente retrò l’ho ordinata.
Titty ed Arabella si stanno rivelando conoscenze capaci di parlare e -evviva- ascoltare.
E poi questo week end c’è Golosaria.

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  1. utente anonimo

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