Satellite

Nella frenesia non c’è tempo ne’ spazio per l’incanto.
Incanalo il Fare lungo un binario ad alta velocità e mi comporto come quando viaggio.
Nessuna distrazione, sguardo verso il senso di marcia, poche chiacchiere occasionali.
Guardando e sentendo tutto, mescolandomi e vibrando, di notte in notte, mano dopo mano stretta, non faccio che scambiare il molto col poco.
Così, spalle dritte, dico che non aspetto niente e nessuno, schiumante di orgoglio.
Poi svolto l’angolo e mi trovo Chance ad un metro e ho perfino la prontezza di ridere, conservando il potere dell’indifferenza agli occhi dei testimoni.
Non so più deragliare, ne’ allungare le braccia o piangere una mancanza, abbassare la maniglia, accettare un pareggio.
A parlare di cose belle e di promesse ci penserà qualcun altro.
Io mi sento il satellite di me stessa.
Per fortuna ci sono le poesie di Montale e il succo d’ananas.

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