Date decenza a coloro che ne hanno bisogno.

Detesto le persone di cui assisto alle convulsioni dell’intelligenza. Me per prima.
Oggi sono preda di un disamore preciso nei confronti di cose e persone in ordine sparso.
Di chi distoglie lo sguardo. Di chi ostenta un sorriso da passaporto. Dei profili disarmonici. Del tempo addomesticato. Degli sfarfallii di parole inutili. Delle caramelle all’anice.
Ieri mi ha fatto un gran bene parlare con due persone. Due donne, stranamente.
Due donne che hanno saputo placare la mia insofferenza rendendosene partecipi, sorridendo e stemperando quel grumo di collera con un’elegante alzata di spalle.
Di questo le ringrazio, perchè con un gesto gentile hanno tagliato l’ombra lunga del mio pomeriggio.
Perchè poi, alla fine, lasciare segni di unghiate e morsi sulla pelle ha senso per piacere.
Non per rabbia.

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