Finchè riesco, taccio

Non sarebbe un dramma per nessuno se a un certo punto in molti tacessero.
L’occasione di ripiegare nel pudore ed essere senza pudore al contempo, evitando di insistere sui concetti, sulle motivazioni, sulle difese livorose.
Poche cose vanno dette finchè si è in tempo -ché non si sa mai-.
Io sto evitando di dire molto, nell’inquieto dubbio che comunque non serva ne’ ora ne’ più avanti, nello srotolarsi dei giorni. Perchè non intravedo più l’orizzonte della voce, l’armonia delle parole, il loro naturale incanalarsi per arrivare. Restano ctonie.
Come il piacere della condivisione negato. Come l’insofferenza che si gonfia in petto e rischia di strozzarsi in gola e soffocarti mentre provi a sputarla fuori.
Finchè ci riesco trattengo il fiato, da brava sommozzatrice.

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