Ma la politica non c’entra

Ci sono giorni come questi, in cui non è successo assolutamente nulla ma ti senti così proprio perchè nulla è successo. C’è una mattina gelida col sole basso, ad est, che ferisce gli occhi, una casella di posta colma di mail farlocche di banche inesistenti e vibratori in offerta, un ritardo sulla tabella di marcia di due ore, arrotondando per difetto.
Domenica è lontana.
La grazia di un giorno in armistizio col mondo, a fotografare gli scogli sbattuti dalle onde.
E quel verde, come sa essere verde il mare quando è mosso e solleva la sabbia, dai fondali.
Oggi è martedì e ho dormito malissimo, col gatto coricato sulle gambe, a sognare a singhiozzo sogni arrabbiati e a risvegliarmi in una dozzina di risvegli sudaticci e nervosi.
Insomma, è martedì e l’universo delle parole non ha confini, e non ha senso e non ha motivo di essere scomodato. Oggi la mia intimità malmostosa non è di pubblico dominio.
Pertanto mi rifugio in un eloquente sput.

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