(R)esistenza

Io volevo scriverlo un post, stamattina.
Perchè il fine settimana è trascorso serenamente tra raffinate trattative, cena a base di temaki, chirashi tekka don e sashimi, una discussione accesissima e rabbiosa con un perfetto sconosciuto sulla ridicola presentazione alle liste del partito di Giuliano Ferrara. Un appuntamento che sta procrastinandosi oltre il ragionevole -ritrovarsi sembra ancora più difficile del trovarsi-, la caduta di tutti i fiori del ciliegio selavatico, acquazzoni e poi sole e poi ancora acquazzoni, l’attesa di un messaggio, la festicciola di compleanno di Babyhawk. Sei anni, diomio, sei anni e l’ho tenuta tra le braccia quando era appena due chili e settecento, dopo il calo fisiologico. Piansi, allora, e ho pianto pure ieri, al soffio sulle sei candeline rosa, dietro l’obiettivo della fotocamera.
Io volevo scriverlo un post, setacciando stati d’animo e considerazioni e commozioni. Ma questa sintesi è tutto ciò di cui sono capace, ora.
Ah, le raffinate trattative hanno portato alla scelta pilotata di visitare Ferrara e Ravenna, nel ponte del venticinque. Questo è quanto.
Non è il caso di indagare oltre lo specchio piatto e discreto dell’acqua.
La mia mattinata si arena qui, inconcludente. Il post, pure.

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