In meno di dieci righe

Al fare ci si può avvezzare, come al non fare.
Passi giornate a scegliere mete, calzare scarpe da ginnastica, raccogliere i capelli sulla nuca e lasciarti struccata, prendere la macchina e andare.
Prendi battelli e godi del beccheggio, fotografi giardini e pavoni e pavonesse scegliendo la luce più calda. Compri sandali, sfili sotto arcate di glicini, respiri l’odore salmastro della riva, tieni in mano il tepore dei momenti che vivi e vai avanti. Senza consentire ai pensieri di affondare, taglienti, perchè l’importanza della leggerezza è compresa tra l’indice ed il pollice, come un filo d’erba. Difficilissima da trattenere.
Sulla tardiva primavera del tuo malcontento piovono pollini e ingrassano le papere sul lungolago.

 

 

 

 

 

[ Foto di Cris © ]

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