Raffin-azione

Sì, ok, il ventinove è dietro l’angolo ma è un angolo ormai troppo prossimo.
Così, in assenza di compagnia maschile impegnativa e soddisfacente e di mostre interessanti a stretto giro, questo fine settimana mi sono organizzata pure le vacanze estive.
Quindici giorni a casa di Effe, in calabria, tra luglio e agosto, e quindici giorni alle Eolie, tra agosto e settembre. Salvo ripensamenti, prospettive migliori, disfattismi vari ed eventuali.
Sorrido a tutti, ultimamente. E’ un sorriso costante ma precario, come quei piatti da mensa scolastica che girano sui bastoncini e se non gli dai un giro ogni tanto finisce che non girano più e cadono e si spaccano. Per il momento io sono attenta e nessun piatto s’è rotto.
Ho visto un film al cinema, Reservation road. Se non hai un minimo di capacità di immedesimazione è come guardare un servizio di cronaca al telegiornale della sera. Se ce l’hai, invece, ti senti come quando il cielo ti abbandona e tu ti percepisci schiacciata a terra, inerme.
Sono servite una pizza contadina ed una panaché media per recuperare tutte le virgole, riprendere fiato e parlare delle vacanze, interrotte, a tratti, da risate sfrigolanti come un ferro rovente buttato nell’acqua.
Ho resistito nel mio sorriso finchè ho potuto. Poi mi sono guardata intorno, scoccando qualche occhiata frugale, e ho ripensato un solo momento a quegli occhi neri. Crack.

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