Screening

Il tempo è una successione d’attimi discreta e continua, una scala a chiocciola ritorta sul proprio asse che va e va. Mentre il sole riemerge da quel mare solido di nuvole e asciuga le strade e le pozzanghere io sono qui e sbadiglio, penna alla mano, pronta ad annotare.
Il ventinove ho l’appuntamento fissato dal Servizio Sanitario della Regione Piemonte che si preoccupa di prevenire i tumori del collo dell’utero. Ore nove.
Sùbito dopo parto per la montagna, è previsto bel tempo ed io ho voglia di passeggiare, prendere un po’ di sole e rivedere Briançon e il suo forte.
Il silenzio, in montagna, è via via più aguzzo man mano che si sale ed ogni rumore si esaspera tra l’aria rarefatta. A me piace la quiete della montagna. Mi piace leggere all’ombra dei pini, tra le api -lì le api ci sono- e i ranuncoli e qualche genziana. E mi piace issarmi lo zaino in spalla e camminare di buon passo su su fino al rifugio, lungo il sentiero che si snoda dolce e curva sulla montagna, cappello in testa.
Arrivare esausta e coricarmi sulle panche di legno a riprendere fiato, smorzando una tachicardia sinusale ma buona.
Manca una settimana ma il tempo va, s’abbandona ad ogni tic tac e si lascia indietro, sigillato.
Il ventinove sarebbe già qui se non ci pensassi.

18 commenti

  1. utente anonimo

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento