Se il futuro arrivasse presto.

Ti ritrovi che è lunedì e non sai perchè.
Perchè non ti sei accorta del tempo che trascorreva durante il fine settimana. Forse quando scivola via placido, senza strappi o bruschi inceppi funziona così, che ti ritrovi al lunedì e non ti rimane granchè tra le mani ma quel poco che ti rimane è utile a ricominciare.
Era tempo che non mangiavi fave e salame di Varzi. Il locale era caldo, profumava di legno e fuori pioveva forte. Hai abbinato una Menabrea al filetto al pepe verde e hai sorriso guardando la faccia di approvazione del cameriere. Nessun discorso impegnativo perchè Effe non era nella serata per decidere se avere una relazione con il suo diretto superiore e tu non eri in vena di buoni consigli. Qualche sms gentile arriva e riceve risposta perchè la gentilezza non va mai lasciata camminare da sola.
Sei in una fase in cui non sai se ha più coraggio chi resta, esponendosi, o chi gira sui tacchi mostrando le spalle e opponendo un io non aspetto niente e nessuno. Perchè ti piacerebbe poterlo dire e se lo dicessi nessuno potrebbe intuire la mezogna. Ma non hai voglia di mentire.
Non solo, non hai nemmeno voglia di omettere. Ma questo, invece, lo fai sempre, sistematicamente, fino ad un punto ben preciso, oltre il quale non sei più andata da tempo.
Alla terza Menabrea accantoni ogni pensiero molesto e inizi a fare considerazioni tipicamente femminili e irriverenti su ogni presenza maschile a tiro d’occhio. Effe chiede un caffè e ti segue, a ruota.
E oggi si riparte.

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