Chiudi gli occhi

Sono polemica e spinosa e finirò col lamentarmi in un’insopportabile nenia. Eppure me ne frego se cambierai idea sul mio conto e mi scoprirai anche dozzinale, meno composta e sobria di quanto pensassi -meno intelligente, pure-.
E’ che io non sono solo questo: non sono solo parole che si rincorrono sullo schermo giocando a rimpiattino, non sono solo l’eco rumorosa dei miei momenti a margine dell’inadeguatezza quanto della superbia. Ho angoli acuti e punte che non so smussare e ho problemi con la maggior parte delle categorie facenti parte del consorzio umano.
Trovo che sia un’impresa arrivare ogni giorno alla fine del giorno senza inchiodarmi a qualche responsabilità, detesto i manierismi negli uomini, le facce d’argilla, l’inespressività. Ho problemi con chi non sorride, con l’opportunismo, con il vomiticcio di parole improvvisate, non sostanziate. Ho problemi con chi mi pensa ma non mi vede, con la bilancia, con la scelta di un nuovo taglio di capelli, con i presentimenti.
Non so riparare alla leggerezza altrui come non so riparare il rubinetto del lavandino che perde. Non sono conciliante e non so compromettere felicità coniugali, anche se apparenti.
Ho problemi con i facinorosi, con chi strumentalizza la buonafede altrui e poi si spalma di vaselina per scomparire dentro il buco del culo della propria colpa.
Ho problemi con me stessa quando generalizzo e mi appoggio ai luoghi comuni, quando non sono capace di sottrarmi ad una vile compassione, quando osservo con finto cinismo la tristezza del mondo e poi ingoio un antiacido.
Me ne frego, chiunque tu sia, se non ricalco l’intuizione che hai di me, se in giorni come questo mi sgretolo e mi spargo al vento come pulviscolo. Tu chiudi gli occhi.

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