E-vento

Un sabato sera a casa. Quant’era? Non lo ricordo.
La scelta è ampia.
Posso sedermi in terrazza accanto al vaso in cui languono la menta e la lavanda, birra in mano, quattro chiacchiere col gatto.
Potrei godermi l’Olanda battere la Russia nei quarti di finale, sempre con la birra in mano.
Potrei tagliarmi le vene col silenzio che sputa una lingua muta ma frastornante o rifugiarmi in un libro con meno ambizioni conturbanti di Voglio guardare.
A Effe ho dato buca. E’ congestionata dal medesimo argomento ed io ho terminato tutto: persuasioni ciarliere, sorrisi di circostanza, spalle cui appoggiarsi e consigli richiesti quanto sgraditi.
Mi imbarazza avere a che fare con la sofferenza delle persone, molto più che con la gioia.
Pertanto, casa.

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