step by step

Ogni giorno è un traguardo a se stante. Ma certi giorni di più, come domani che potrebbe diventare un’eccitante (ri)partenza o un brusco schianto contro un muro cui seguirebbe il dietro front.
Piove, strano. Mi parlano ed io accenno qualche breve parola, ormai non sono più presente all’oggi.
Dalla strada giungono i suoni dei clacson delle auto incolonnate e delle scie bianche che lasciano sull’asfalto.
Ho gli occhi umidi di sonno, stanotte ho sognato che ero su una enorme barca a vela dei primi del novecento, con persone sconosciute e due cadaveri da far sparire.
L’altro giorno ho picchiato e fracassato il cranio a Santi Licheri in una palestra.
Mi rendo conto che c’è fermento nell’aria dai sogni che mi riempiono la notte e disturbano il sonno.
Sono momenti, questi, di in-sofferenza ma va bene così. Attraverso il giorno con la necessità di compiere piccole faccende, riordinare la scrivania, spulciare l’edera togliendo le foglie secche, sistemare la libreria, scaffale dopo scaffale, autore dopo autore.
Questa libertà dall’esistenza di qualcuno saprebbe essere ricondotta ad un mansueto rendiconto?
Credo di sì.

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  1. utente anonimo

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