Verso il solstizio d’estate (?)

Ho trascorso un tranquillo week end novembrino.
Di quei fine settimana che dici siamo stati fortunati, dai, non faceva troppo freddo.
Twin set di lana, stivali, il cinema alle diciotto, la pizza alle venti, le passeggiate sotto i portici per ripararsi dalla pioggia, la voglia di una cioccolata calda, perfino.
Non c’è odore di giugno, non ci sono i vestiti e nemmeno le facce di giugno. Ci si guarda tutti un po’ smarriti, come a chiedersi ma tu te lo ricordi un giugno così? No, non lo ricordo, ma c’ho altro cui pensare. Mi sta bene anche indossare il giubbotto e insaccarci il collo dentro ad ogni folata di vento. Guardo i manifesti che promuovono la sagra della panissa e mi sfugge una risatina.
Di sera prendo sonno senza sentire i grilli frinire ed il vociare sguaiato dei ragazzini in uscita libera che sfrecciano sugli scooter -io alla loro età la parola scooter nemmeno la conoscevo, forse nemmeno esisteva. Il mio sogno era il Bravo, esaudito all’età di sedici anni, tanto a quattordici mica ti facevano uscire da sola fino a tardi-
Di sera prendo sonno, dicevo, e aspetto che un desiderio mi catturi, che nasca per caso, che mi distragga. Un desiderio abbordabile, però, non di quelli che ti fanno patire e sbattere la testa al muro. Quello ce l’ho già.
Manca meno di una settimana al solstizio d’estate e con questo freddo umido solo la mia edera è radiosa, quasi arrogante.

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  1. gh7

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