Dei giorni così

Oggi è un giorno così. I giorni così arrivano e basta e se riesci a guardarli in faccia puoi parlarne.
Io ne scrivo perchè non ho nessuno con cui condividere quel che ho qui e che qui ci è arrivato con passo lento, lungo la notte.
Oggi è un giorno così perchè ieri sera ho saputo che Chiara s’è schiantata contro un tir. Seduta accanto al suo ragazzo se ne è andata così, dopo una curva della statale. La ricordo, questa estate, mentre parlava al cellulare con il suo fidanzatino e cinguettava parole d’amore con tono lezioso, seduta in terrazza.
Io ed Effe le urlavamo dalla terrazza accanto fallo correre, Chicca! e lei rideva forte. Usciva la sera e tornava tardi, appoggiava le scarpe col tacco sulla cassapanca dell’ingresso per non fare rumore mentre saliva le scale e alla mattina litigava con sua madre perchè a sedici anni le tre di notte non vanno bene, siamo matti?. Quanta assenza di senso.
Oggi è un giorno così perchè i giardinieri stanno potando il tronco della betulla che ha ceduto le armi ed è morta, anche lei. La gemella è rimasta lì, orfana, inclinata leggermente sulla sinistra per far posto ad un tronco ormai secco.
Oggi è un giorno così perchè sento rimarcare l’incertezza, perchè mi sento malinconica e un po’ più sola di ieri quando ridevo del mio essere in bilico tra fuga e costanza.
Non ho voglia di filtrare, di misurare il volume delle emozioni, di scrollarmi gli anni dalle spalle e insieme agli anni anche la paura che s’apre sulla paura.
Oggi è un giorno così. Ché non si percepisce mai la vita così forte come nella sua perdita o nella compresenza di tanta precarietà.

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