Dello status quo

Io sono quella che non si muove ma su cui tutto sembra scivoli addosso.
Sono questa statua di sale sotto la cui pelle brulica un vespaio.
Ogni nodo scorsoio che s’allenta io lo ripristino per tenermi stretta, pezzo con pezzo, dritta, tesa contro il mondo.
Non fermarti a riconsiderare il tuo punto di vista.
Non provare a tracciare i miei contorni, non è lì che sto, non è quello il confine che ci separa.
Io sono quella vacua ed immensa come lo sguardo che getto sul mondo e che perdo nel mondo, che non ritorna indietro che si disperde.
Io sono quella indaffarata a capire, quella che sente dilatarsi il vuoto e si infila sotto le lenzuola per recuperare il regolare ritmo del respiro.
Io sono quella che sta sul culo perchè non risponde, perchè non dimentica, perchè non ha poi molto da dire ma tutto da dare. Ma sono anche quella che non dà perchè non sa più come fare, che non si sa dosare e non vuole imparare. Sono terra brulla, ruvida, apparentemente inospitale. E poi…
Sono quella che non s’è mai fatta una canna e tutti ridono quando lo dice, che ha tradito ed è stata perdonata, che è stata tradita e non ha perdonato.
Io sono una sedia bianca in mezzo ad una stanza con le pareti bianche, sono quella che stenti a mettere a fuoco.
Non fermarti a riconsiderare il tuo punto di vista.
Sono troppo orgogliosa per smentirti.

23 commenti

  1. utente anonimo
  2. utente anonimo
  3. utente anonimo

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento