Tenerezza

Tra un futomaki e un pezzetto di sashimi ho modo di pensare e rilassarmi nelle mie considerazioni.
Mi piace il rituale del pasto giapponese. Mi piace stemperare il wasabi nella salsa di soia e prendere i giusti tempi per mangiare, piano, come deve essere. Come dovrebbe essere quasi tutto.
Mi piace ascoltare chi è diverso da me e mi racconta il suo modo di essere con naturalezza mentre io mi sposto sulla scacchiera secondo regole precise. Talvolta mi diverto, talvolta meno.
Ciò che mi stimola e un po’ mi stupisce è la totale mancanza di elementi di seduzione, in entrambi.
Ci si vede, ci si parla, ci si spiega come prendere un foglio di carta appollottolato e appoggiarlo sul tavolo, spianandolo con i palmi, tentando di vedere quel che c’è scritto.
Perchè siamo tutti tanti fogli di carta appallottolati, alla fine. Una volta faccia a faccia decidiamo se valga la pena s-piegarci, se c’è margine di comprensione, magari di accettazione. Un abbraccio casuale.
Mi verrebbe da togliermi i tacchi e struccarmi, a questo punto. Incrocerei le gambe e mi fermerei i capelli sopra la nuca, ho cambiato faccia e sguardo ma credo di saperlo solo io.
La tenerezza mi fa questo effetto, scioglie molti nodi, scrolla forte qualche impalcatura. E’ la parola chiave per farmi vedere un uomo come una persona ed io con le persone so parlare e le so capire.
Poso le bacchette con cura. Che meraviglioso strumento le bacchette per il sushi: non tagliano, non graffiano, non trafiggono. Rifiutano il concetto di aggressività e te lo insegnano.
Mi alzo, mi avvolgo la sciarpa al collo e si esce.
Fuori fa freddo, di caldo restano le parole ed un udito attento perchè ogni altro senso è superfluo.
Mi piace ascoltare chi sembra diverso da me e mi piace ritrovarmi a leggere nei suoi occhi un’identica concezione del dolore e della felicità.
Tutto quello che sta nel mezzo può assumere infinite sfumature, non importa.
Ci si incontrerà sempre, prima o poi.

[ Ah, il blog ha traguardato i 500.000 ingressi. Non che sia importante ma grazie: a chi è passato, a chi m’ha letto in silenzio o meno, a chi m’ha capito, a chi c’ha provato e a chi no. ]

18 commenti

  1. utente anonimo

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento