Volo immobile

Sembra come se non riuscissi ad arrivare dove voglio, come se mi disperdessi nel mentre.
Sembra che mi scheggi in infiniti frammenti e poi, puff, non mi si veda più.
Sembra che non pianga, che non sorrida, che se sorrido non sia che il riflesso di un qualunque sorriso, stereotipato, artefatto.
Sono stanca. Non ho più spazio, dentro, o forse è il vuoto che si espande e preme.
Ho poche parole per dirlo e le parole si sovrappongono e poi si confondono e se potessi, spesso, me le rimangerei.
Mi rimangerei tutto: le parole, il passato, i baci, la fiducia che ho dato e che ho mal riposto. Mi rimangerei persino le lezioni imparate, azzererei tutto, l’esperienza e lo scetticismo.
Così sarebbe tutto più facile.
Baciare la prima volta con la lingua senza sapere come fare e col timore di non saperlo imparare. Tuffarsi negli occhi di un uomo senza riuscire a vedere oltre il mio riflesso. Confidarmi ad un’amica perchè credo che le donne prima di tutto debbano essere complici. Aspettare prima di scendere da quella macchina e girarmi ancora una volta e prendere la sua mano e trattenerla solo un po’. Abbracciare Margherita senza paura di farle male e portarmi via il disegno dell’elefante e i fiori.
Sono stanca. Di oscillare e di mediare, di sbattere sui muri di casa, di riconoscere che dovrei andar via da qui. Una grandinata di parole e poi andar via.


[ Cris© ]

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