Dei piccoli punti cardine

Credo che se mi fosse concesso di tornare indietro nulla sarebbe così com’è oggi, ma proprio nulla. Perchè riconoscersi fallibile e fallimentare accade, magari per caso, e ti fa credere che sia la regola.
Credo anche nelle regole, ma sono state le eccezioni quelle che mi hanno dimostrato di più.
Credo d’aver scelto sovente la solitudine per non vivere continui abbandoni.
Credo nella coerenza quando non è ottusa pervicacia, nella gentilezza quando non è stucchevole e nella schiettezza quando non è maleducazione.
Credo a chi ti sa chiedere scusa con la stessa naturalezza con cui ti dice vaffanculo quando è il momento.
Credo sia più grave quando sono le persone a non tornare, mica i conti.
Credo nell’amore ma senza concedergli troppo tempo e troppo spazio e troppe possibilità.
Credo nella sofferenza che sa diventare dolore e insegna.
Credo in quelli che hanno difficoltà a credere e si perdono nel dubbio troppo tempo, ma poi scelgono.
Credo a chiunque suoni il violino, a chi sonda i fondali di uno sguardo, a chi sospende il respiro e il giudizio.
Credo ai punti di domanda più che a quelli esclamativi, al superfluo e non all’inutile.
Credo nei libri usati, vissuti, sottolineati, evidenziati, ricordati a memoria.
Credo nell’empatia, ai gesti, al destino ma non al caso.
Credo di non aver più molto da dire e tutto da dare.

20 commenti

  1. utente anonimo
  2. utente anonimo

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento