Io ci credo a Babbo Natale

Non un solo regalo fatto.
Tante foto: alle luminarie, ai trenini di legno rosso, al chiosco del torrone, alla gente, tanto più sconosciuta quanto più vicina nella sua perfetta sconoscenza.
Ho guardato qualche oggetto e avuto un rimando emotivo quasi incondizionato solo a persone cui non voglio fare regali. Perciò, nessun regalo.
Va così, questo Natale.
Nessuna coda alla cassa in nome dell’affetto, nessuno spintone tra la folla, nessuna corsa all’originale, al pensiero che non sia né un’ombra di più né una di meno del sentimento che porta ad acquistarlo.
Indosso una faccia che non ha bisogno di regali. Non è tirata, smagliata come una calza, spigolosa. E’ una faccia credibilissima. Chissenefrega, dice.
Giro per la Feltrinelli e prendo quasi a caso. Apro, leggo una manciata di righe, decido. Tre libri.
Compro il primo CD dopo anni di download pirata.
Una moleskine. Una biro.
Le faccio un pacchetto regalo? No, sono per me. Tutti? Sì, tutti.
Sono miei gli scatti, gli scorci, le letture, le parole, i pensieri. E’ mia la musica, la zucca per la vellutata, la sciarpa di lana pesante, l’anello di ossidiana, il biglietto per Parigi. E’ tutto mio, per me.
Babbo Natale sono io.

28 commenti

  1. utente anonimo
  2. utente anonimo
  3. utente anonimo

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento