Delle bugìe

Parigi è una bugìa.
E’ fintamente pulita, fintamente accogliente, fintamente vivibile.
Parigi sembra spalancata in uno sbadiglio e invece sta solo aprendo la bocca per inghiottirti e poi sputarti fuori.
Parigi è cani col cappottino tricot e pessimi caffè, è gelida come la Tour Eiffel coperta dal ghiaccio. Lo scheletro di un dinosauro.
Parigi non è romantica nemmeno sotto la neve, nemmeno lungo le Champs Elysée, nemmeno al Bois de Boulogne. Trasuda lusso e sudore da ogni parte. Non ti tende la mano ma ti strappa la pelle da dosso.
Parigi è un lungo dedalo di tunnel sotterranei dove si suona la fisarmonica e scale che salgono e scendono e poi si perdono.
Parigi è cimiteri immensi, e lapidi e mazzi di fiori, biglietti, fotografie; Parigi è un feticcio.
Tutte le parole, le parentesi, i puntini di sospensione li ho spesi al Louvre. Tutto il paradigma dello splendore l’ho declinato lì.
E poi basta.

[ la foto è mia ]

31 commenti

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  2. bpm
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