Delle risorse

Perchè poi, alla fine, è tutta una questione di risorse.
Di energia, di ottimismo, di pazienza, di espedienti, anche di silenzio.
Io sono in rosso fisso da tanto tempo. Me ne rendo conto quando devìo l’attenzione dall’interlocutore, quando non riesco a concentrarmi in una lettura, quando sbotto per un nonnulla.
Me ne rendo conto fissando un’uscita, sbirciando ogni androne buio o passo che mi segue, troppo vicino. C’è una miccia di violenta rivalsa in ogni mio colpo di tosse, o gesto stizzito.
Basta poco, sai. Ciascuna astensione o dirimpettaio tentativo possono diventare un pretesto per farmi sputare su questo ciarpame inutile.
Per fare godibilmente gli scemi bisogna essere intelligenti, diversamente si è solo stupidi. E goffi. E irritanti.
Non ho risorse: per comprendere, per risucchiare le parole cattive che stanno qui, tra le mascelle serrate.
Non ne ho per sostenere, per dominare, per contemplare. Trapelo a intermittenza, il più delle volte senza volontà alcuna, così, come deglutire, dormire o sbadigliare.
Mi definisco e mi riassumo per sottrazione.
E intanto aspetto, non certo perchè sia coraggiosa.

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  1. utente anonimo

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