Dei momenti così

Nel momento in cui meno sei attrezzata ad affrontarle ti si ripropongono questioni in sospeso da anni.
Non settimane, non mesi, non stagioni. Anni.
Nel momento in cui non sai parlare nemmeno agli amici, in cui ti riconosci incapace perfino d’una blanda audacia, in cui sei capace esclusivamente di un fine occasionale senza un oltre.
Il momento in cui lasci a casa il cellulare e cammini sotto la neve e respirare ti brucia nel petto, ti interroghi e non sai cosa risponderti.
Sai, non è vero che sono tesa, non è vero che non voglio ascoltarti, solo, non so a cosa serva.
E’ un mio limite: non riesco a buttare via il tempo, a perderlo in modo evidente con qualcuno. Piuttosto lo spendo senza far nulla, lo lascio trascorrere nell’ozio, ma lo devo decidere io.
E’ tempo trascorso con me, per me.
Tu vuoi allontanarti dalla traiettoria della banalità e dei luoghi comuni mentre io ti ci vedo immerso fino al collo.
Non sai toccare nessun perimetro di quella che è la mia verità, adesso. Bussi ad una porta che non c’è, non lo senti? Sono pareti d’aria quelle che mi circondano, non ho difese se non l’inconsistenza del mio interesse.
Cammino tra i passanti che portano a spasso cani col cappottino, nel silenzio foderato della neve.
Mi fermo ad accarezzare un bull dog grasso e cardiopatico che sbuffa rumorosamente. Ha lo sguardo mesto e rassegnato.
Quando rientro trovo una manciata di chiamate cui non rispondo. Scelgo di andare a vedere Il dubbio e di lasciarmi incantare dall’espressività di Meryl Streep. E’ il film più congruente al momento.
Il momento in cui ti si ripropongono questioni in sospeso da tempo e scopri che l’incertezza del dubbio può essere più solida e familiare di qualunque certezza.

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