Della bellezza struggente

E, insomma, c’è questa bambina che io adoro quasi quanto la madre.
Quella ragazza con cui bevevo birra sul molo di Andora aspettando l’alba, lustri fa.
Elettra è vitale e acuta e tenera. Mi fa tante domande perchè le piace conoscere e poi mi racconta come è lei perchè le piace farsi conoscere. E’ scrupolosa, educata e ha gli occhi di brace, scuri.
Raccoglie le fragole nell’orto per me e le lava prima di posarle nel palmo della mia mano.
Ecco, quando io sto con lei penso che potrebbe essere mia, quella bimba, e chiamarsi Ludovica, magari. O Ginevra. Potrebbe essere mia e avere gli occhi verdi e le gambe meno lunghe.
Potrebbe cercare le mie braccia durante il giorno e ripetere perfettamente la lezione per ricevere un complimento. Potrebbe essere il mio primo rifugio pur essendo convinta che io sia il suo.
E invece.
Non è facile.
E’ bellissimo e struggente ma non è facile.

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