Di ciò che mi disturba

Mi disturba la tensione premestruale.
Avere mal di testa e dolori osteoarticolari, l’umore spinoso e la pazienza sottile come una bava di baco da seta.
Mi disturba vedere facce da papponi immigrati che parlano una lingua sgrammaticata -che sia la nostra o d’oltreoceano- e ti sorridono con quel sorriso da passaporto, idiota.
Mi disturba chi perde tempo convinto di guadagnarlo, chi deve sempre fare il brillante, chi si sente costantemente in competizione per le cose sbagliate o vacue o ridicole.
Mi disturba sentir parlare del divorzio di Berlusconi anzichè della lapidazione di un adultero in Iran.
Mi disturba chi non ha un concetto autonomo di bellezza e chi si conforma, deformandosi.
La prassi del cotto-e-mangiato, il divertimento che non può coincidere con la cultura, l’incapacità di mettersi in discussione.
Mi disturba avere la percezione del difetto puntualmente prima del pregio.
Mi disturba la cultura dell’eccesso, l’individualismo e le incongruenze.
E tante altre cose.

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