Del 9

C’è poi questa cosa del 9.
Che a dirlo paio una scaramantica irrazionale e un po’ sciocca. E invece no.
Date, elenchi, nascite, targhe, anniversari, pagine indimenticabili di libri, codici fiscali, posti a sedere a teatro.
Quando il 9 è presente qualcosa arriva o va. Ferisce o rincuora. Dona o toglie. Mai la neutralità.
Così, in quest’anno targato 9, sono stata ritrovata da L’amica che mi cercava da tempo e, assieme a lei, sua figlia che sorride come una pazza quando le raccontiamo com’era quando lei non c’era ed io e sua madre bevevamo birra sul molo aspettando l’alba.
In quest’anno ho programmato vacanze giocose, itineranti, dense.
Conosciuto la gentilezza di una persona rara, deciso di andare finalmente a concerti che agognavo da tempo -Depeche Mode e Tori Amos-, recuperato il senso dell’adesso.
Ho insegnato a tuffarsi di testa ad Elettra, imparato a cucinare bene la coda di rospo, rifilato più no di quanto mi credessi capace.
Ho limitato sguardi astratti e sospinto la propositività come fosse un granello di sabbia.
Mi sono sentita dire che ritrovare qualcosa di me in altre persone è un buon motivo per approfondire la conoscenza di quelle persone.
Poi magari è una parentesi che come s’è aperta andrà a chiudersi come un portone sbattuto in faccia.
Ma anche no.

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