Della seduzione

Sguardi fugaci, languidi, un po’ arrendevoli.
Io vorrei, non vorrei ma se vuoi.
Allusioni velate, sfuggenti, capelli attorcigliati ad un dito distratto, la nuca scoperta.
Afferrare il bandolo di un sentimento smarrito, nel tempo e nella memoria.
Io di seduzione non capisco più niente.
E’ -ora- come è stata la fisica quantistica al liceo: altro da me.
Qualcosa da masticare e ruminare e poi sputare fuori perchè, no, proprio non sai gestirla.
La provocante leggerezza della seduzione mi inquieta e mi trova spiazzata, impreparata.
Mica si impara, la seduzione, e, quand’anche innata, la si può perdere per strada, arrugginendosi come un cancello vecchio che non riesce più ad aprirsi.
L’immagine di me trasmutata in un cancello mi raggela per un istante infinito, come ogni verità scomoda appena assunta.
Poi, rido.

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