Di ciò che la memoria non recupera

A volte ho solo bisogno di scrivere per il gusto di scrivere, altre per necessità.
Come raccontare le sensazioni, perchè la memoria non assiste a lungo quando si tratta di emozioni.
Lo scrivevo ieri a Swann: ricordo posti, luoghi, cieli. Ricordo chi, dove, quando e come.
Ma la realtà inquietante è che le emozioni si perdono quando non si rinnovano.
Restano le immagini, come foto. E poi la foto ti colpisce forte, quando la rivedi, perchè sai come stavi in quel momento, ricordi che eri tu ed eri felice, raggiante, appagata.
Sai che lo eri ma non ricordi come era esserlo.
L’emozione non è mai questione di memoria. Sembra lambirti come distanti rintocchi di campane ma non ti assorbe più.
Così io, ora, sento solo l’eco flebile di suggestioni vissute. Provo a scriverne sperando riaffiorino e invece no. Ciò che voglio deve essere strappato nel mentre di adesso.
E adesso non c’è.

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