Shhhhhh

Nasciamo soli, moriamo soli.
Durante tutto il tempo che ci resta, nel mezzo, è doveroso per noi stessi cercare la compagnia giusta, complementare, stimolante.
Ora, io non me ne intendo di compagnie giuste, ho sempre scelto seguendo il filo rosso della stimolazione ed ho comunque sbagliato un quantitativo discreto di volte.
Mi ritrovo sola perchè io la categoria maschile non la stimo. Si capisce da come parlo, guardo, scrollo le spalle, storco il naso.
Spesso e volentieri nemmeno io piaccio agli uomini perchè coltivo un gusto ed un pensiero autonomi, svincolati da luoghi comuni, taciti assensi, blandi compromessi. E non posso permettermi una minigonna svolazzante, mica poco.
Così, ognuno per conto suo, a tagliare l'altro con occhiate oblique, a gestire le asimmetrie dei desideri. Possibile sia la regola definitiva? Nessuna smentita? Nessuna tregua?

Questo silenzio a tenuta stagna sta scavando, trapassando lo stomaco.
Questo silenzio che accompagna lo sguardo con cui guardo, le lacrime con cui piango e quelle che trattengo per mettere più a fuoco l'evidenza.
Mi fanno male i muscoli, le ossa, le giunture che mi tengono ancora insieme come una marionetta.
Vorrei tanto essere stanca di qualcosa. Stanca di fatti, persone, impegni, urgenze.
Invece sono stanca del niente.
E c'è arroganza anche in questa stanchezza che oppongo al mondo come se fosse la più grave, la più faticosa.
Invece è solo la più colpevole.

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  1. utente anonimo
  2. Anonimo

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