Dei sigilli

Come è possibile?
La malinconia che vivo in questo momento non è proporzionale a ciò che è stato. Ingiusto.
Ho elevato quella porzione di vita tra parentesi alla ennepiùuno fino a farla assurgere ad ideale di vita. Non è così. La vita non è solo una, esistono più vite dentro la vita di ognuno.
Parentesi che racchiudono parentesi che si susseguono aprendosi e chiudendosi senza soluzione di continuità e ti danno e tolgono e poi ti ridanno e ti ritolgono. Ancora e ancora in un avvicendarsi di energia data e presa. Vita, appunto.
La mia unica eccezione vorrei fosse regola, e invece no.
Svincolata dal libero mercato delle aspirazioni io mi chiudo tra quelle parentesi e mi commuovo e parlo a bassa voce e aspetto una forzatura perché io la forza non ce l’ho.
O forse ne ho troppa e compressa e ho bisogno di qualcuno che supervisioni all’apertura forzata nel dubbio di poter esplodere in miliardi di particelle e poi sospendermi nell’aria.  Persa.
Ho camminato sotto la neve, stamattina. Incrociavo cani col cappottino che trascinavano a spasso persone assonnate e legate al guinzaglio.
Ho camminato e desiderato di avere un cane mentre ho solo un gatto ingrato che non mi gratifica mai -eccetto sporadiche fusa- però piange quando non ci sono. Lontano dai miei occhi e dalle mie orecchie. L’ho scoperto parlando col vicino.
Nella mia vita tutto quello che conta e che ha senso accade lontano dai miei sensi.

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