Dei limiti delle parole
Sono lucida, sono organizzata, sono pragmatica e comprensiva.
Ascolto, rifletto, comunico e resto in attesa di un riscontro, ricettiva.
Sono premurosa, empatica, paziente, perseverante.
Però.
Però ho bisogno di gesti e conferme come accade con i bambini o i cani.
Patisco il senso di abbandono anche quando l’abbandono non c’è.
Nella distanza cerco la presenza, per sopportarla.
Reclamo comportamenti significativi anche quando il significato è marginale perchè l’essenziale è stato già assunto.
Me ne frego dell’inutile ma pretendo il superfluo perchè la carestia degli ultimi anni mi ha reso affamata di ogni cosa.
Non sono monolitica se non nell’indifferenza che elargisco ai più.
Il mio difetto più sottile e pericoloso è l’attenzione che presto ad ogni segnale, tono e sguardo. Pericoloso perchè mi porta a valutare l’inimmaginabile, a perdermi nell’infinità dei significati, a calibrare i riscontri, galleggiando in una melmosa e insopportabile precarietà.
Il limite delle parole sta nel non saper dimostrare ma solo spiegare.
E io, adesso, voglio solo calore e Amore.
Basta teoria.
Voglio la pratica.
Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
[Erri De Luca]
volere è pericoloso. meglio comprendere
Io comprendo e voglio.
come per i bambini
“l’erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del Re”…
… ma tu sei Regina… chissà se vale ugualmente…
Quella risposta è per i bambini capricciosi, x3me
Io non lo sono mai stata.
No, credo di no
per la pratica: dimentica le parole, ascolta il resto e non almanaccare
Non almanacco affatto, Filosoffessa, non questa volta
Mi ritrovo a volere pervicacemente, senza dubbi.
Paure, sì, ma non dubbi.
e invece è stupenda soprattutto la seconda che ho letto….
La seconda parola?? …Lucida??
[ok, ok: tra me e Erri De Luca ci mancherebbe pure avere dei dubbi sulle preferenze]
non è più come ai vecchi tempi, vero?
Swann, carissimo, che piacere!
E’ esattamente come ai vecchi tempi.
Solo, non lo sembra.
Come stai??
ho finito le parole, temo non sia buon segno
Le ho finite anche io; parlavo non a caso di pratica.
Prova a riciclarle, le parole… A me mancano.
anche a me. moltissimo
Caroline cara, accade ai cani, ai bambini, e a noi donne. Forse anche ai vecchi.
Comunque ai puri.
Un abbraccio.
Io credevo capitasse a chi ama.
Un abbraccio a te, Simo.