Dei limiti delle parole

Sono lucida, sono organizzata, sono pragmatica e comprensiva.
Ascolto, rifletto, comunico e resto in attesa di un riscontro, ricettiva.
Sono premurosa, empatica, paziente, perseverante.
Però.
Però ho bisogno di gesti e conferme come accade con i bambini o i cani.
Patisco il senso di abbandono anche quando l’abbandono non c’è.
Nella distanza cerco la presenza, per sopportarla.
Reclamo comportamenti significativi anche quando il significato è marginale perchè l’essenziale è stato già assunto.
Me ne frego dell’inutile ma pretendo il superfluo perchè la carestia degli ultimi anni mi ha reso affamata di ogni cosa.
Non sono monolitica se non nell’indifferenza che elargisco ai più.
Il mio difetto più sottile e pericoloso è l’attenzione che presto ad ogni segnale, tono e sguardo. Pericoloso perchè mi porta a valutare l’inimmaginabile, a perdermi nell’infinità dei significati, a calibrare i riscontri, galleggiando in una melmosa e insopportabile precarietà.
Il limite delle parole sta nel non saper dimostrare ma solo spiegare.
E io, adesso, voglio solo calore e Amore.
Basta teoria.
Voglio la pratica.

 

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.

[Erri De Luca]

 

16 commenti

  1. antonypoe
  2. x3me
  3. x3me

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