Di come si cambia

Io non so parlare d’Amore.
So parlare della sua mancanza e delle affilate conseguenze della sua mancanza.
La fame, l’indifferenza minerale che subentra nei confronti delle persone e delle situazioni. Il pianto calmo della rassegnazione, lo sguardo invidioso verso chi l’Amore lo vive.
Ciò che mi sta accadendo ha tuttavia stravolto come parlo, come mi muovo, perché mi muovo e ciò in cui spero.
Questo Amore mi ha cambiato, perché non è vero che non si cambia, si cambia eccome: mantenendo qualche sana paura, indicando col dito le cicatrici del tuo passato e osservando le sue, stupendoti di credere incondizionatamente agli occhi che si perdono nei tuoi, ma si cambia.
Parole che veleggiano sopra le regole della prudenza, eppure consapevoli.
Gesti carichi di un’intimità disarmante, quella che dovrebbe essere conquistata e ti ritrovi in regalo, così. Rara.
Singhiozzi incontrollati. Di liberazione, di comprensione, di accoglienza.
Da trapezio a trapezio le mie emozioni sentono la presenza di qualcuno pronto ad afferrarle.
Nel labirinto dei miei tortuosi pensieri io ho la mia Arianna. Ombra reciproca della mia ombra.
La vita mi ha smentito.
Poteva accadere, più lontano o più vicino, nel tempo. Ha scelto di farlo dopo otto anni ed io avrei potuto tranquillamente non accorgermi di ciò che mi stava accadendo, arrugginita com’ero.
Invece sono qui, ad attribuire senso e valore anche agli intervalli che separano i nostri momenti di conferma.
Lui è il chiarore, il calore, il sangue ed il tessuto della mia vita.
Io non so parlare d’Amore.
Ma oggi ho comprato lo yogurt alla banana e le caramelle alla liquirizia. Ho sorriso prima di assaggiare la pasta per deliberare se fosse cotta (riderai, lo so) e ho indossato la sciarpa di Burberry, respirando forte.

5 commenti

  1. Alessandra
  2. antonypoe

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento